Un anno prima di pubblicare il suo Manifeste du Futurisme sul Figaro il poeta italo-francese Marinetti (si ha una certa tendenza a dimenticare che era madrelingua francese) comprò un’automobile.
Alla prima uscita da Milano un incidente terribile: per evitare due passanti, il poeta si getta a tutta velocità in un canale e resta schiacciato sotto la carrozzeria della macchina pronta a esplodere.
Così lo racconterà anni dopo ne La grande Milano tradizionale e futurista: «Faticosamente a rantoli mentre operai accorrono. “Prest prest ciapa i cord che se dev tirà su i reud prima che el motor ciapa feug Giovan porta el cric e i cord”; “Sunt mort sotta prest tira su”. Mi estraggono straccio fangoso elettrizzato da una gioia acutissima.»
Di questa euforia traumatica sarà figlio il futurismo degli anni ‘10.
Alla prima uscita da Milano un incidente terribile: per evitare due passanti, il poeta si getta a tutta velocità in un canale e resta schiacciato sotto la carrozzeria della macchina pronta a esplodere.
Così lo racconterà anni dopo ne La grande Milano tradizionale e futurista: «Faticosamente a rantoli mentre operai accorrono. “Prest prest ciapa i cord che se dev tirà su i reud prima che el motor ciapa feug Giovan porta el cric e i cord”; “Sunt mort sotta prest tira su”. Mi estraggono straccio fangoso elettrizzato da una gioia acutissima.»
Di questa euforia traumatica sarà figlio il futurismo degli anni ‘10.