ecco, da quei due fili lì, dal novantasette, passano tutta la musica e la tivì ed il cinema ed il lavoro e gli amici e le immagini e le parole della mia vita.
ed a vedere quei due fili sporchi di guano resto sempre un po’ così, incredulo. con quello sguardo che ciascuno di noi ha avuto almeno una volta nella vita. di fronte al primo treno o al primo aereo visti dal vivo. o di fronte alla pancia del traghetto che si apre, per inghiottire l’auto di papà.
con il traghetto passa. a questa specie di magia qui invece, non mi abituo mai.