“Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?” - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it (via imod)
questa non la conoscevo… splendida ^__________________^
1 week ago“Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?” - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it (via imod)
questa non la conoscevo… splendida ^__________________^
1 week ago
In una delle gole selvagge del Rainbow Canyon, Tex Willer sta bivaccando dopo una lunga galoppata che lo ha portato oltre i confini del Texas, quando, improvvisamente, alcuni spari echeggiano a non molta distanza.
30 settembre 1948
Testi di G.L. Bonelli
Disegni di A. Galleppini
Ho appena scoperto che lo stato Romeno sta trasmettendo degli spot in TV per nobilitare i propri cittadini agli occhi di noi italiani istigati al razzismo.
«Per capire un popolo devi conoscere la sua gente. Romania piacere di conoscerti.»
Quando si dice usare le stesse armi…
1 week agoMANTEBLOG, il weblog di Massimo Mantellini
Qualche giorno fa facevo lo snob su feisbuk in una discussione sulla sua utilità, affermando che è una roba inutile, un social network di serie B.
Facevo lo snob, come ho detto. Esageravo. Resta il fatto che non amo FB e ne ho un uso passivo (per dire i miei aggiornamenti arrivano a FB via FF). Insomma posso assolutamente sottoscrivere quello che dice qua su Mantellini (anche se un paio di test mi è capitato di farli).
1 week agoHo trovato su Internazionale questo discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950 e, per la sua attualità, mi ha messo i brividi addosso.
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.