October 1, 2008
Può disporre la tastiera del mio computer in ordine alfabetico?

Alla base della sentenza, un motivo che fa crollare il castello costruito finora per la lotta al peer to peer pirata: “Rendere disponibile” (“making available”) un file su rete peer to peer - sostiene il giudice- non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l’intenzione di reato non è perseguibile).



September 30, 2008
Probabilmente perchè, nel suo fingere dei sentimenti, fingere una socievolezza ed un’umanità che gli manca in toto, Dexter Morgan porta in scena, ampliato ed esasperato, il dramma della superficialità umana, la tragedia del dover spesso fingersi quel che non si è, la difficoltà di essere compresi - ed accettati - per quel che si è dalle altre persone. Insomma, la Pirandelliana maschera portata all’estremo. Ed è probabilmente questo a creare l’empatia, a far si che lo spettatore si affezioni in questo modo a Dexter Morgan. O forse è solo il fatto che Michael C. Hall è dannatamente, dannatamente bravo.

In una delle gole selvagge del Rainbow Canyon, Tex Willer sta bivaccando dopo una lunga galoppata che lo ha portato oltre i confini del Texas, quando, improvvisamente, alcuni spari echeggiano a non molta distanza.

30 settembre 1948
Testi di G.L. Bonelli
Disegni di A. Galleppini



Romania on TV

Ho appena scoperto che lo stato Romeno sta trasmettendo degli spot in TV per nobilitare i propri cittadini agli occhi di noi italiani istigati al razzismo.

«Per capire un popolo devi conoscere la sua gente. Romania piacere di conoscerti.»

Quando si dice usare le stesse armi…



September 29, 2008


September 28, 2008

Personalmente ho un approccio “laico” a Facebook e benché si tratti di un ambiente certamente ben fatto (nonostante i diffusi mugugni in rete la recente rivisitazione dell’interfaccia mi pare abbia portato grandi miglioramenti) da quando ho un profilo su Facebook ho rapidamente sviluppato alcune ampie idiosincrasie nei suoi confronti, per esempio quella verso tutte le applicazioni di terze parti che è possibile installare. Non faccio test di intelligenza, non mando fiori, non spargo catene di sant’Antonio, non condivido musica. Un buon 80% della mia possibile attività su Facebook viene quindi istantaneamente “spenta” e questo fa di me un critico parziale e non troppo attendibile.

MANTEBLOG, il weblog di Massimo Mantellini

Qualche giorno fa facevo lo snob su feisbuk in una discussione sulla sua utilità, affermando che è una roba inutile, un social network di serie B.

Facevo lo snob, come ho detto. Esageravo. Resta il fatto che non amo FB e ne ho un uso passivo (per dire i miei aggiornamenti arrivano a FB via FF). Insomma posso assolutamente sottoscrivere quello che dice qua su Mantellini (anche se un paio di test mi è capitato di farli).



Ho trovato su Internazionale questo discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950 e, per la sua attualità, mi ha messo i brividi addosso.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.